La displasia dell'anca
Displasia dell'anca
L'anca è un'articolazione dell'arto inferiore costituita dalla cavità acetabolare del coxale e della testa del femore. Si tratta di una struttura anatomica importante in quanto sostiene il peso della metà caudale del cane e svolge un ruolo fondamentale in tutte le andature e posizioni del corpo.
Per "DISPLASIA DELL'ANCA" si intende un'alterazione dello sviluppo di questa articolazione. Il termine displasia infatti deriva dal greco "dis" anormale e "Plessein" formare. E' caratterizzata da un'insufficiente corrispondenza dei capi articolari e dalla successiva evoluzione in artropatia secondaria (osteartrosi), e può essere monolaterale e bilaterale. Nella specie canina è una malattia riscontrata nella maggior parte delle razze, tuttavia risulta essere più frequente in quelle di grossa taglia che si accrescono rapidamente e nei soggetti sottoposti ad un'alimentazione spinta. La displasia dell'anca o CHD è una condizione multifattoriale che riconosce cause genetiche ed ambientali. Il risultato finale si concretizza in un' articolazione instabile e predisposta a deformazione progressiva. Numerosi fattori influiscono sullo sviluppo dell'articolazione coxo-femorale. Fra questi alcuni tendono a causare l'insorgenza di CHD, altri ne contrastano la comparsa.
Fra i primi vanno ricordati:
1. Muscolatura pelvica scarsa; una massa muscolare pelvica scarsamente sviluppata primaria o secondaria che sia la condizione, è strettamente connessa con la displasia dell'anca. La percentuale del peso dei muscoli pelvici espressa come il rapporto fra peso corporeo totale, quando corrisponde ad un valore inferiore a nove è sempre correlata a CHD.
2. Cavità pelvica inclinata e stretta; l'accentuazione dell'inclinazione interna dei lati della cavità pelvica accompagnata a strettezza della medesima, induce una maggiore obliquità della volta acetabolare, con conseguente diminuzione del sostegno della testa femorale.La situazione può essere mono o bilaterale e si traduce in un certo grado di lassità articolare che può favorire la comparsa di CHD.
3. Sindrome della torsione anteriore; è una patologia che induce secondariamente CHD, e consiste in una minore inclinazione e di una accentuata torsione verso l'avanti del collo del femore. Questa situazione è determinata da un accrescimento troppo rapido che si traduce in sollecitazioni meccaniche eccessive sullo scheletro immaturo. La conseguenza è di una serie di modificazioni patologiche a carico di tutta l'articolazione dell'anca.
4. Lombarizzazione e sacralizzazione; si tratta di una malformazione rispettivamente dell'ultima vertebra lombare della prima sacrale. Rappresentano una causa ectopica congenita che provocano secondariamente CHD per rotazione del bacino sul proprio asse longitudinale.
5. Valginismo del collo del femore; la deviazione verso l'esterno del collo del femore conseguente a lesioni scheletriche dell'acetabolo o di altri segmenti ossei dell'arto posteriore in età giovanile, può causare CHD secondarie.
6. Dieta iperproteica e attività fisica esagerata; un'alimentazione ad alto tenore proteico può determinare un'incremento ponderale eccessivo in tempi molto brevi che influisce negativamente sullo scheletro in formazione. Lo stesso effetto è dato dal movimento troppo intenso nella fase di accrescimento. Una dieta a basso tenore energetico de il sconfinamento ad areee ristrette, durante lo sviluppo, sono importanti fattori per la prevenzione.
Attualmente la diagnosi di displasia dell'anca si basa sull'esame radiografico eseguito all'età di nove mesi circa. I radiogrammi saranno eseguiti dopo la sedazione, allo scopo di consentire un corretto posizionamento e un buon rilassamento muscolare. Questo metodo consentirà l'esclusione dei soggetti portatori di tara ereditaria, con conseguente prevedibile decremento del numero di CHD.
Molto importante è la figura dell'allevatore che deve dimostrare la disponibilità alla collaborazione con il genetista ed il veterinario, ai fini di un approccio scientifico e costruttivo alle varie problematiche.
F/to: D.ssa Annamaria Lanfranco, medico veterinario, Ordine Professionale di Torino, nr.° 1269